“Caro diario, mi sono rotta”

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Se la mia macchina avesse un diario, questo comincerebbe pressappoco così: caro diario, mi sono rotta. E per “rotta” intendo proprio rotta, letteralmente. Da brava italiana, lei ogni paio di settimane al massimo se ne esce con qualche novità che mi fa bestemmiare in sanscrito mentre sono già abbastanza occupata ad augurare la peste a tutti quelli che mi tagliano la strada in quel di Manchester. Grazie alla sua solerzia nel rompersi, negli ultimi mesi ho scoperto che Fiat UK fa cagare ancora di più di Fiat Italia. Se ti si smonta qualcosa, non è detto che la garanzia lo copra, manco quando tutto il Web grida alla vergogna perche s’è ritrovato a pagare di tasca propria mezzo cruscotto venuto giù senza motivo. Ah, le meraviglie dell’industria nostrana!

***

Caro diario,
Oggi è venuta a provarmi un’imbranata che ha lasciato mezzo specchietto sinistro contro una Mini parcheggiata fuori dalla concessionaria. La Mini sta bene. Il mio specchio s’è sbeccato. L’imbranata aveva detto al venditore di aver già guidato nello UK, ma da come s’è buttata a destra direi che al contrario al massimo c’ha attraversato le strisce pedonali – a piedi.
Love,
Candy

Caro diario,
Oddio, l’imbranata ha deciso di comprarmi!!!
Mi ha violata in ogni possibile pertugio, prima di firmare, ha perfino chiesto di controllare che il numero del telaio e quello sul motore e sul parabrezza combaciassero! Il venditore ha provato a scherzare dicendole che qui non siamo in Italia e che io non sono rubata, sono stata comprata nuova da un’altra onesta imbranata, ma lei ha risposto che il suggerimento le era arrivato dal sito della DVLA! Ah, un punto in più per il nostro Paese! Ah, no, è vero, io in realtà sono polacca…
Love,
Candy

Caro diario,
Sono passati due giorni e per fortuna lo specchietto è ancora lì. Ci sta prendendo mano. Il problema è che negli ultimi due giorni ha smesso di piovere, e gli ammortizzatori si sono seccati, e lei s’è accorta che da secchi crocchiano. Ha sibilato qualcosa sul prendermi un “gorbu”, che roba è un gorbu???
Love,
Candy

Caro diario,
Oggi la manopola dell’aria le è rimasta in mano. Era già rotta, ma lei non se ne era accorta. Il garage le ha detto che non gliela riconosce perché sono ancora coperta dalla garanzia Fiat. La Fiat le ha detto che non gliela riconosce perché la rottura è dovuta all’usura. Lei mi ha detto che, se fossi stata una Polo, questo non sarebbe mai successo.
Love,
Candy

Caro diario,
Sono finita in officina. La lampadina di posizione era andata. L’officina le ha suggerito di cambiare pure la seconda, per stare sicuri e visto che costano 2 pound. Quando è venuta a riprendermi le hanno presentato un conto di 15. Le lampadine costavano 2 pound l’una, sì, ma ce ne andavano aggiunti 5 x 2 di manodopera, più l’IVA.
Quello che ha detto contro di me e contro i raggiri delle righe piccole inglesi non e’ cosa che posso ripetere. Ma è stata contenta che mi abbiano fatto un check completo gratis e che mi abbiano lavata da tetto a gomme come parte del servizio.
Love,
Candy

Caro diario,
La guerra dei CD masterizzati è cominciata.
Pensavo che sputarglielo fuori 15 volte in 2 chilometri di strada bastassero per farle capire che sotto i 5° io i masterizzati non li voglio proprio sentire, ma lei niente, ha continuato a reinfilarlo per altre 15, sibilando minacce irripetibili. Quando sono riuscita a leggerlo, si è lamentata che glielo riproducevo a pezzi. Mi ha spenta
con un invito ad andare in un posto che ha a che fare col mio bagagliaio. Che ci sarà di male a sentire la radio invece che i CD, io non lo so.
Love,
Candy

Caro diario,
Il sedile del passeggero si inceppa. Una sua amica è rimasta bloccata sotto la pioggia battente finché in due non sono riuscite a disincastrarlo e a far scendere quella che era seduta dietro. Mi ha rinfacciato un’altra volta di non essere una tedesca. Questa storia comincia a stufarmi.
Love,
Candy

Caro diario,
Il parasole le è rimasto in mano. Ha blaterato qualcosa sulla preveggenza, su una Ford Focus di Londra e su un giro nelle campagne che a me non farà fare mai, perché se la preveggenza è vera dice che come minimo perderei qualche pezzo e la farei rimanere bloccata in mezzo alle vacche fino a data da destinarsi.
Love,
Candy

Caro diario,
Quella pazza mi ha scambiata per un Ducato!!! Ha traslocato mezza casa in 3 viaggi. Nota negativa: mi ci vorranno 2 settimane per riprendermi dall’emozione. Nota positiva: mi ha fatto un sacco di complimenti, non si aspettava di riuscire a caricare tanto in una lavatrice su ruote (e cito). Sono soddisfazioni!
Love,
Candy

Caro diario,
La cassa posteriore ha preso a gracchiare. Non so che le pigli, la mia ex padrona ci sentiva solo radio Canterbury. Mi ha fatto suonare jazz, pop, musica classica e perfino lirica, prima di capire che gracchierebbe pure in modalità mute.
È tornata alla carica con la storia della Polo…
Love,
Candy

Caro diario,
Apriti cielo, la maniglia della porta le è rimasta in mano!!!
Se non mi porta dallo sfasciacarrozze dopo questa, sono salva.
Love,
Candy

Caro diario,
Le luci del cruscotto cominciano a fare di testa loro e lei ha insultato mia madre, chiunque essa sia.
Meno male che era giorno, quando è successo. Lo ha aggiunto alla lista per l’officina. Se continua così, non le basteranno due risme di carta.
Love,
Candy

Caro diario,
Oggi mi ha ringraziata.
Ha scoperto che alla collega con la Auris la tassa stradale costerà 220 sterline, mentre la mia ne costa 30. Ha anche scoperto che su una Polo è di 150. Se avessi un modo per comunicare, le ricorderei che le spese di manutenzione sono l’unico motivo per cui ha accettato di comprarmi al posto di suddetta Polo.
Che faccio, glielo dico che con la pioggia di stanotte è entrata l’acqua nel bagagliaio? Facciamo di no, non voglio rovinarmi questo raro momento di gloria.
Love,
Candy

Al parco la mattina

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C’era una volta un Paese in cui, tra marzo e settembre, alle 5 del mattino era già giorno pieno.
C’era una volta una metropoli in cui, tra marzo e settembre, era possibile andare a correre al parco prima di andare al lavoro, la mattina.
Io al parco ci andavo a pattinare, e quella città non era Manchester, dove vivo ora. Era Londra e il parco era Hyde Park.
Insieme a me, qualche altro mattiniero in tuta e scarpe da tennis, gli operatori ecologici e gli scoiattoli.

Era bello pattinare al parco a quell’ora. Il vento era inesistente, giù al Sud, e alle 6 del mattino di marzo l’aria era ferma e fresca e profumava di erba inumidita dall’aurora. La fauna iniziava allora a risvegliarsi e a tagliare l’acqua immobile del Serpentine con le zampe palmate. Il sole si arrampicava senza fretta su per i tronchi degli alberi e più tardi sopra le fronde, rimbalzando sulla superficie a specchio del fiume. Le macchine sulla carreggiata erano poche. I taxi erano ancora meno.
Mi buttavo sulla pista e coprivo il perimetro ciclabile del parco due, tre volte, prima di riprendere la metro e tornare a casa. Pattinavo e non pensavo a niente. Pensavo solo a godermi quella pace, ad assimilare nei polmoni quel profumo. Nel cuore inquinato di Londra io respiravo odore di erba bagnata e di fiori e sentivo gli uccelli cantare e lasciavo frotte di anatre seguite dai loro piccoli libere di tagliarmi la strada mentre ero lanciata sul rettilineo che costeggia il fiume. Nel lettore MP3 avevo una cartella che avevo chiamato col nome del parco, con una compilation che si apriva con Quello che sei veramente di Allevi.
Da allora quella melodia per me è rimasta la colonna sonora di quell’oasi di serenità.

6 anni dopo quella cartella è ancora nel mio lettore MP3. I miei pattini ci sono ancora, chiusi in fondo a un armadio da altrettanto. Da quando mi sono trasferita a Manchester le escursioni mattutine al parco sono diventate bagaglio del mio passato londinese. Il freddo o il vento o la pioggia o anche solo quella sensazione sottile di disagio che si percepisce a pelle in qualunque parco di Manchester a qualunque ora del giorno mi hanno fatto sempre dire ‘no, grazie’ all’idea di tirare fuori i miei Rollerblade dal loro anfratto. Le belle piste ciclabili lisce e pulite della ricca Londra a Manchester sono un sogno da mondo ideale che la città degli Smiths forse non vedrà mai. Immondizia, rami, foglie, buche, fango: ci si chiede che fine facciano i solid pagati dai cittadini per la Council Tax. Se vuoi arrischiarti a pattinare in quelle condizioni, accomodati. Se vuoi tentare la sorte e andare a correre alle 6 del mattino, anche in estate che è giorno pieno, e vedere se incontri o meno lo sbarellato di turno, fai pure.

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Così mi accontento di andare a fare due passi al parco alle 4 del pomeriggio, se non piove o non ha piovuto, e solo nelle giornate lunghe dell’anno. Quando vado, nelle orecchie suona ancora la stessa musica della cartella che creai 6 anni fa. Se chiudo gli occhi e mi concentro, per un secondo, forse anche più d’uno, posso rivedere davanti a me il viale del Regent’s Park, o il Serpentine all’alba o la City ai piedi delle colline del Greenwich Park, posso respirare il profumo dei ciliegi e non l’odore di smog e di canne mentre cerco di svicolare l’ennesimo simpaticone lanciato a 20 all’ora sul marciapiede sulla sua bicicletta. Posso illudermi per un istante di essere a 300 chilometri da qui, in quella parte del Paese dal costo della vita proibitivo.

Londra mi manca. Ancora, ogni giorno. Sempre.