Lettrice nel Paese delle Meraviglie

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Sono una compratrice (e lettrice) di libri compulsiva.

Nei miei primi tre anni nello UK, aiutata dalle svendite ridicole di Amazon e The Works, sono arrivata a comprarne più di 100. Compravo di tutto e davo via quelli che non mi erano piaciuti.

Nonostante questo, sette anni e mezzo – e qualcosa tipo 200 libri – dopo mi sono dovuta fermare: possiedo più libri ed e-book di quanti potrò mai leggerne in una vita intera. E, soprattutto, ho finito lo spazio.
Ho pile di libri sotto il letto, sotto il divano, nello studio, in sala, nel disimpegno, in corridoio. Se avessi avuto una finestra in bagno, ne avrei messi anche lì.

E questo se non vogliamo considerare i 200+ libri da me lasciati in Italia il giorno che mi sono trasferita in Inghilterra.

Dopo aver visto su Amazon l’ennesimo libro in sconto – e con forza di volontà erculea essermi imposta di non comprarlo – ho pensato di dare un’occhiata al portale “Manchester Libraries“. Perché sì, qua sono organizzati anche quando si parla di biblioteche. Tu metti sul loro portale il titolo che ti interessa e loro ti dicono in quale biblioteca trovarlo e quando rientra dal prestito se e’ fuori. Se non è disponibile nella biblioteca a te più vicina, in 2-3 giorni te ce lo fanno trovare.
J’adore!!!

Così niente, ho vinto la mia antica diffidenza (per non dire repulsione) verso l’idea di leggere libri usati da estranei (se avete visto cosa ci fa la gente in treno sapete di cosa parlo) e sono andata a prendermi il titolo che mi interessava – per la cronaca, The Ice Twins della Tremayne, che raccomando, Chiara ne ha scritta la recensione qui.

Varcate le porte della biblioteca mi sono sentita come Alice nel Paese delle Meraviglie, come Pinocchio in quello dei balocchi, come un Griffindoro in gita nel negozio di Fred e George ad Hogsmeade, come – insomma, ci siamo capiti.

Sono entrata per prendere un libro e sono uscita con tre, e ne ho presi solo 3 perché ho solo 3 settimane di tempo per leggerli – salvo estensioni. Ero talmente over the moon da non essermi accorta di aver messo nella pila un libro che a casa avevo già. Cose che capitano.

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Ci tornerò questo weekend a dare un’occhiata agli audiobook.
Con quanti tomi rientrerò a casa? Si accettano scommesse.

A ogni modo non so voi, ma a me un giorno piacerebbe avere una stanza così:

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Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto (e di più)

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Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto e di più sono quelli che ti portano a rispondere con una scrollata di spalle all’amica in visita che indica scioccata le donzelle a piedi nudi, col vestitino estivo addosso, in sfilata lungo le vie del centro un sabato sera di gennaio.

Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto e di più sono quelli che ti fanno disquisire sul nome sbagliato di un lama, ma non ragionare sul fatto che qualcuno ha un lama in giardino e se lo porta a spasso sul bus.

Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto e di più sono quelli che ti fanno fare un salto atletico e continuare a camminare come se niente fosse dopo aver rischiato di venire battezzata dal fiume in piena in arrivo dal tizio attaccato all’angolo della vetrina del negozio da cui stavi uscendo – o che ti fanno sorridere davanti alle immagini dell’Apocalisse di Capodanno pubblicate sui giornali il 1° gennaio.

Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto e di più ti portano a dire “toh, guarda, dall’altra parte c’è un tizio seduto sul bordo del cavalcavia!” con lo stesso tono leggero di chi fa un commento sul clima, pensando che, magari, il tizio sta solo ragionando sul significato dell’Universo sedendo dalla parte sbagliata del ponte.
(Il tono leggero non cambia neppure il giorno dopo, quando leggi la seguente notizia sul giornale locale: http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/man-spotted-wrong-side-railings-11271022)

Gli effetti del vivere in un Paese in cui oramai hai visto di tutto e di più sono quelli che mi ricordano ogni giorno in mille modi diversi come l’Inghilterra sia unica sotto tanti aspetti, nel bene come nel male.

Di sicuro non è un posto in cui ci si annoia. Mai.