Libri che rileggerei ancora

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Potrei fare una lista lunga così dei titoli che negli anni sono rimasti tra i miei preferiti in assoluto, libri che rileggerei anche cento volte gustandomeli come se fosse la prima.
Alcuni sono libri pubblicati (o da me scoperti) anni dopo aver buttato giù alcune delle mie trame, libri che magari hanno lasciato degli amici lettori un po’ così, ma che per me occupano un posto particolare nella nicchia dei miei best of per motivazioni del tutto personali.

Ritrovare un nome, un luogo o una situazione che somigliano a quelli di cui ho scritto io mi porta a legarmi a quei romanzi d’altri in maniera particolare, perché è un po’ come se i protagonisti fossero imparentati coi miei, come se li conoscessi prima ancora di leggerne le vicende.

Da dove vengono, in certi casi, le nozioni che uno scrittore riversa su carta, specie quando queste si rivelano essere corrette nonostante lui non si sia previamente documentato? Quando le ha buttate giù così come sono venute, scoprendo solo in seguito che erano giuste? Sbandamento, sudore sottile, una scrollata di spalle e si va avanti: che senso ha farsi domande a cui non si può o non si riesce a dare una risposta?

Perciò niente, andiamo avanti con la lista dei libri che sento a me particolarmente vicini e che agli appassionati dei generi indicati tra parentesi consiglio vivamente. Non è la lista completa dei miei titoli preferiti (come non inserire, giusto per citarne alcuni, Tolkien, Eco, Hosseini, JK Rowling, Hemingway, King…?), ma di sicuro lo è di quelli che associo al mio cuore d’inchiostro (altra citazione):

  • sorella-lupton-copSorella, di Rosamund Lupton (anno di pubblicazione: 2010 – genere: romanzo / thriller psicologico)
    Beatrix e Tess sono due sorelle legate da un legame molto forte. Quando Tess, la più giovane delle due, sparisce improvvisamente, Bea prende il primo volo per Londra e si mette sulle sue tracce. La ricerca di Tess porterà Bea su una pista che le farà capire come, malgrado fossero molto unite, ultimamente Tess avesse affrontato da sola qualcosa più grande di lei, che Bea scoprirà essere la ragione della sua sparizione.
    “Di solito, il tempo trasforma e cambia tutto, ma quando qualcuno che ami muore, esso non può cambiarlo, non lo farà mai. Di conseguenza, il tempo cessa di avere qualunque significato.

  • un-giorno-copUn giorno, di David Nicholls (anno di pubblicazione: 2009 – genere: romanzo)
    Emma e Dexter si incontrano la sera della loro cerimonia di laurea, il 15 luglio. Da quel giorno e per oltre vent’anni resteranno in contatto, divenendo inseparabili, amici, confidenti, complici malgrado gli alti e bassi della vita, malgrado le strade diverse da loro imboccate, i sogni infranti, la crisi dei 30 e poi quella dei 40. Di anno in anno, ogni 15 di luglio, per vent’anni.
    “Lei ti ha reso una persona migliore, Dexter. E tu, in cambio, l’hai resa felice, tanto felice… e io te ne sono riconoscente!”

  • scrivimi-ancora-copScrivimi ancora, di Cecilia Ahern (anno di pubblicazione: 2005 – genere: romanzo sentimentale)
    Alex e Rosie sono amici sin dai tempi delle scuole elementari. Abitano lungo la stessa via, frequentano le stesse scuole, gli stessi amici. Vivono in funzione l’uno dell’altra, ma sono soltanto amici. La loro storia e quella delle persone che hanno intorno ci viene presentata attraverso i biglietti, gli SMS, le email e i dialoghi delle chat che si scrivono negli anni, anni in cui continueranno ad inseguirsi senza saperlo e a vivere lontani.
    “La nostra vita è regolata dal tempo. I nostri giorni sono misurati in ore, il nostro stipendio è calcolato in base a quelle ore, il nostro sapere valutato in anni. Rubiamo pochi minuti della nostra frenetica giornata per goderci una pausa per il caffè. Poi torniamo velocemente alla scrivania, consultiamo l’orologio, viviamo di appuntamenti. Ma alla fine il tempo passa, e nel fondo del tuo cuore ti domandi se quei secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni e decenni siano stati spesi nel miglior modo possibile.”

  • ricordati-di-me-copRicordati di me, di Christopher Pike (anno di pubblicazione: 1989 – genere: thriller / giallo paranormale)
    Durante una festa a casa di amici, Shari Cooper vola giù da un balcone e muore. Nessuno vuole credere che si sia trattato di un suicidio, ma è questa la conclusione a cui, lentamente, sta arrivando la polizia. Shari, rimasta sulla Terra come fantasma, inizia a cercare il suo assassino. Trovata la persona che l’ha scaraventata giù dal parapetto, Shari deve fare i conti con la scoperta che si cela dietro il motivo della sua morte, una scoperta che scuoterà le fondamenta stesse dei suoi affetti personali.
    “Io non voglio essere dimenticata. Voglio che tutti si ricordino di me.”

  • corona-argento-copLa corona d’argento, di Robert C. O’Brien (anno di pubblicazione: 1968 – genere: fantasy / fantascienza)
    Il giorno del suo decimo compleanno Ellen riceve in regalo una corona d’argento fatta di una strana stoffa finemente lavorata. Nel giro di pochi giorni Ellen finisce in una fortezza costruita nel mezzo delle montagne in cui è nascosta una strana macchina capace di controllare la mente delle persone. La corona di Ellen si rivelera’ indispensabile al fine di utilizzare la macchina nella maniera ideata da chi l’ha progettata.
    “Era, pensò Ellen, come un pettine che passava dolcemente nel suo cervello, riaggiustandole i pensieri e sciogliendole i nodi.”

  • marmalade-boyMarmalade Boy, di Wataru Yoshizumi (anno di pubblicazione: 1992-1996 – genere: manga) Yuu e Miki sono fratelli acquisiti che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto dopo che i rispettivi genitori si sono risposati tra loro, in uno scambio di partner. Tra i due adolescenti, che in seguito al trasferimento di Yuu nel quartiere in cui Miki viveva già prima si ritrovano a frequentare anche la stessa scuola, è antipatia a prima vista. Solo il tempo e una serie di vicende e di scoperte più grandi di loro li porterà ad avvicinarsi, travolgendo col loro legame le vite delle persone che hanno intorno – famiglia e migliori amici compresi. “Per la verità la persona di cui sono innamorata sei tu,ancora adesso. Mi sono rassegnata, ho smesso di piangere e di deprimermi, però purtroppo non ho una bacchetta magica che faccia sparire dal mio cuore l’affetto che provo per te. Capisco che il mio è destinato a rimanere un amore non corrisposto,e naturalmente questo è molto doloroso, ma d’altra parte il fatto stesso di essere innamorata di qualcuno mi rende felice. Ho provato molte volte a reprimere i miei sentimenti e ho scoperto a mie spese che è inutile, perciò ti prego: permettimi di essere innamorata di te.”

 

Buona lettura!

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Cosa significa scrivere?

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L’altro giorno mi è stata fatta una domanda che non mi veniva posta da tantissimo tempo: che cosa significa per te scrivere?
Ecco, per me è stato come aprire un rubinetto. Non so se la persona abbia rimpianto di avermelo chiesto, ma come si fa a farmi una domanda del genere e aspettarsi poi una risposta di due parole? E come faccio io a spiegare che cosa significa per me scrivere a qualcuno che non lo ha mai fatto?
Perciò ho deciso di provarci facendo esempi. E quella persona mi ha capita. Ed è stato fantastico condividere la stessa ammirazione, pur essendoci arrivati attraverso esempi diversi.

Scrivere è vedere un mondo intero prendere vita sotto la pressione delle tue dita sulla tastiera.
Avete presente quando mettete su un film che vi piace o leggete un libro che vi prende completamente, facendovi dimenticare il mondo intorno per tutto il tempo che trascorrete tra le sue pagine? Ecco, se con un libro a voi lettori succede questo, lo stesso è capitato all’autore scrivendolo.

Scrivere è il mio modo di evadere dalla quotidianità, andando a chiudermi in un mondo che ho creato io e che mi permette di staccare completamente la spina. E una volta che quel mondo ha preso forma ed è stato completato, rileggerne cosa vi accade è un altro modo che ho di evadere e svagare del tutto la mente dalla melma che inevitabilmente si accumula in quello reale.
Rileggo i miei scritti non soltanto per revisionarli, ma anche per rivivere grazie ad essi le stesse emozioni che trasferii sulla carta la prima volta in cui sedetti al mio tavolo per buttare giù quella storia. Leggendo, i personaggi smettono di essere dei personaggi e diventano parte del mondo ordinario, vivi e familiari come vecchi amici in azione fuori dalla porta di casa. Strano? Estroso? Bizzarro? Benvenuti nel nostro mondo!

Quando l’autore per primo ama la storia, i lettori l’ameranno di conseguenza perché questa sarà stata scritta con passione.
L’amore per i personaggi di un autore si percepisce. Spicca tra le righe, buca la carta e va a colpire il lettore nel nucleo della sua sensibilità. Come lettore è successo anche a me e ogni volta, alla fine della lettura, andando a cercare informazioni o interviste sul romanzo scoprivo che quel libro in origine non era stato scritto dall’autore in vista di una pubblicazione, bensì era stato scritto per loro stessi. La pubblicazione era arrivata dopo, quando si erano resi conto di voler condividere con altre persone quello che avevano creato. E, per la gioia di noi lettori, l’editore di turno era stato d’accordo, permettendo all’opera di arrivare anche a noi. Ma sarebbe potuta andare diversamente.

È questa la differenza tra lo scrivere per noi stessi e scrivere per pubblicare. Scriviamo per noi stessi perché vogliamo creare qualcosa che a noi per primi piaccia leggere e lo facciamo a prescindere, a costo di dover tenere il manoscritto ad ammuffire in un cassetto. Lo facciamo perché ne abbiamo bisogno e ci piace pensare che sia lì, che sia stato tirato fuori dalla nostra immaginazione ed esista nella sua forma reale. Non è stato scritto per vendere, un libro scritto per noi stessi. Non è stato scritto per piacere a terzi. È stato scritto per piacere a noi. Che piaccia anche agli altri è solo un piacevole effetto collaterale.

Un autore non può fare a meno di scrivere tanto quanto un musicista non può fare a meno di suonare o un pittore di dipingere. Creare qualcosa dalle nostre menti o dalle nostre mani è parte di noi, ci fa vivere e sentire vivi, è il nostro ossigeno, la nostra valvola di sfogo e il nostro scopo principale. Impedirsi di farlo è come erigere una diga ai piedi di una cascata: l’acqua ci premerà contro e salirà, fino a strabordare, con un effetto violento.
Ecco, per rispondere alla domanda originaria, per me scrivere significa tutto questo. Far respirare l’anima, far fare esercizio alla mente, rilassarmi e, alla fine di una giornata lunga e pesante, concedermi qualcosa che piaccia a me stessa.

“L’immaginazione è tutto. È l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva”
ALBERT EINSTEIN