Il regalo più grande

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Il regalo più grande non è un pacco che sta sotto l’albero. Non si può comprare, prestare, affittare. Perché il regalo più grande è qualcosa che non può essere messo in nessuna scatola, in nessuna busta. Perché non si può imbustare l’amore, farne un pacchetto, infiocchettarlo e darlo alle persone che si amano. Perché il regalo più grande non è un oggetto, né uno strumento. Il regalo più grande è uno stato d’animo, una sensazione, un turbine di emozioni e una condizione tutti insieme.
Il regalo più grande è il calore della tua famiglia intorno a te il giorno di Natale, che compensa tutto e renderebbe perfetta anche una giornata senza reagli, o albero, o presepe. La famiglia, questo nucleo di persone finite insieme per una concatenazione all’apparenza casuale di geni e cromosomi, mescolati e combinati in un crogiuolo fatto d’amore. Un regalo che è tale solo per un periodo di tempo, solo fin quando la vita, o forse il destino, quella pergamena scritta che si rinnova continuamente a ogni nuova nascita, arriverà per quelle persone alla fine della sua corsa.

Ecco, il regalo più grande non abbiamo bisogno di andarlo a cercare. Lo abbiamo sin dal giorno in cui siamo nati, ma solo l’esperienza, il crescere e le lezioni che la vita ci sbatterà addosso ci permetteranno di scoprirlo.

Buon Natale a tutti. Che il vostro regalo più grande possa essere intorno all’albero in attesa di poter rinnovare la tacita promessa d’amore insita nel sangue che vi lega.

La magia del Natale

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Cosa c’è di così speciale nel Natale, tanto da farci sciogliere il cuore al solo ricordarne le luci e gli addobbi e i colori?
Perchè quelle melodie che dovrebbero farci sentire bene ci fanno invece salire in gola un magone fatto di nostalgia e dolcezza e amarezza?
Perchè una festa che dovrebbe essere un simbolo di nascita e di gioia ha per colonna sonora delle canzoni così tristi?
Cosa rappresenta il Natale nel cuore della gente, al di là degli addobbi nelle case e nei negozi, cosa ci vedono le persone oltre ai regali e al giro milionario di affari che si consuma ogni anno nel mondo in onore della nascita di nostro Signore?

Forse è il simbolo che questa festa rappresenta a renderla unica nella mente di chi sa cosa siano il calore di una casa e di un albero addobbato e di una famiglia riunita intorno ad esso. Di chi ha la serenità di permettersi di respirare appieno il profumo di questo periodo dell’anno. Di non far spazio ai ricordi negativi e di far riemergere quelli positivi.
É speciale perchè porta con sè una magia che inebria i bambini, e quei bambini quella magia la ricorderanno negli anni a venire, e quando essi non saranno più bambini continueranno a ritrovarne dentro se stessi la forza, e con quella riscoperta ogni anno tornerà sui loro volti lo stesso sorriso di allora, e a quel punto vedranno riflessi nello specchio i bambini che erano e che non sono più, ma che continuano a vivere in una nicchia protetta dentro di loro.

Ecco, forse l’unicità del Natale la si spiega così. Per tre settimane l’anno essa permette alla gente di lasciarsi andare nel privato delle loro case alla spensieratezza di quei bambini che lo scorrere del tempo ha sepolto sotto una serie troppo lunga di doveri e obblighi e pressioni.
É il pensiero che dona il colpo di spugna temporaneo per ritrovare piccoli frammenti di felicità.