Se qualcosa è destinato ad andare bene, ci andrà

fountains_abbey_mainCi siamo passati tutti. E se non ci siamo passati, è perché non abbiamo saputo vedercelo.
Vederci cosa? L’Universo che cospira (e cito) per farci andar bene le cose. Anzi, per farcele andare nel miglior modo possibile e ricaricarci le batterie.
Tipo, farmi avere per due anni di fila un sole che spacca le pietre. In Scozia. Ad Agosto. Per 4 giorni di fila.
O tipo farmi lasciare Manchester sotto un nebbione da Val Padana, ieri mattina, e farmi trovare nello Yorkshire un sole immobile che m’ha bruciato il naso. O farmi capitare il manager del pub che ci ha ridato la metà di quello che avevamo pagato dopo averci propinato un pranzo immangiabile. O l’omino della National Trust che ci ha fatto entrare gratis a Fountains Abbey, God knows why, regalandoci la bellissima chiusura di una bellissima giornata – insieme a qualcosa tipo 20 giga di foto. O il pub storico incontrato per caso sulla via del ritorno, in cui il sole del tramonto fluiva dai finestroni a ghigliottina e in cui si sentiva ancora l’odore della legna nel caminetto spento.

Insomma, una di quelle giornate speciali, troppo belle per essere vere, ma che pure capitano e che arrivano proprio quando si ha un bisogno disperato di staccare la spina. A quel punto la Grande Macchina pare mettersi in moto per darti esattamente quello di cui hai bisogno. Giornate o vacanze che sono destinate ad andare bene, qualunque sia il motivo. Chiedersi perché non serve a niente. Personalmente, io vengo prendendo senza farmi troppe domande.
E dico grazie.

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Il bello di Glasgow

Il bello di Glasgow sono tutte quelle cose che fanno di Glasgow, beh… Glasgow. A partire dalla gente.
Cordiale, genuina, rustica, diretta. Di quel diretto che, se finisce la carta igienica mentre la signora è nel bagno del pub e tu sei lì fuori che aspetti, la signora ti chiede se hai un fazzoletto e poi corre dalla cameriera a trovare un rotolo per te. Di quel cordiale che, se non capisci una mazza di quello che ti hanno detto, te lo ripetono col sorriso – alla stessa velocità e con lo stesso accento di prima, ma comunque. Di quel genuino che all’arrivo dell’autobus non si scatena l’inferno al segnale di Massimo il Magnifico, come succede a Manchester. Perché a Glasgow la gente alla fermata FA LA FILA.

Il clima sulle sponde dell’irrequieto Clyde è quello che è, ma non una volta o due è capitato di sentirmi arrivare da lassù un “oh, qui abbiamo sole e zero vento!”, laddove a Manchester volavamo via come Mary Poppins infradiciata dall’uragano Sally.
Il clima sulle sponde dell’irrequieto Clyde fa schifo, ma almeno le sponde dell’irrequieto Clyde per andarsi a fare due passi in quei giorni in cui il tempo lo permette ci sono.

Tanto per cominciare, nel centro città ci sono i parchi. Tanti, grandi. Soprattutto, puliti e ben curati. Praticamente, Glasgow ha in verde quello che Manchester ha in cemento (a meno di farsi un viaggio della speranza in autobus per arrivare in periferia).

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E se dovesse piovere, ci si può sempre chiudere in uno dei giardini botanici…

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… o in uno dei musei, i quali in architettura e contenuti ricordano molto da vicino gli acerrimi concorrenti londinesi…

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Con qualche concessione un pò… come dire… creepy…

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…o burina (dentro e fuori dai musei).

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Non mancano i posti in cui fare ottimi pit-stop culinari tedeschi…

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…locali (home made)…

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…o italiani…

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Ci sono poi quelle parti di Glasgow, quelle icone che la identificano e compaiono anche su cartoline, strofinacci, magneti e quant’altro si possa comprare nei vari souvenir shops, tipo Lord Wellington, col suo onnipresente cono stradale in ogni variazione e colore…

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…la stazione centrale, St George’s Square e le decorazioni sui palazzi di Argyle Street…

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O la cattedrale infestata, in cui è possibile sentirsi spintonare senza avere nessuno intorno, e la Necropoli, da cui si gode una veduta sulla parte industriale di Glasgow…

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Da non perdere anche il bellissimo edificio dell’università di Glasgow, opera di Charles Mackintosh, passeggiata che offre tra l’altro l’opportunità di godere di un bel panorama.

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Nel frattempo, girando, sparsi per il centro si possono incontrare immensi murales che valgono bene uno scatto:

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…o i residui dei Commonwealth Games 2014 nel Glasgow Green:

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Qualche sprazzo di antichità nascosto tra il moderno…

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E, per finire, una passeggiata lungo il Clyde, con la mole del SECC sulla destra e gli edifici della BBC Scotland sulla sinistra.

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Insomma, se suggerisco di visitare Glasgow? Decisamente sì. Ma spero per voi che, quando lo farete, vi capiteranno giornate come quelle che ho incontrato io. Se no: galosce.
Buona fortuna!