Siamo i libri che leggiamo

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Non ricordo dove, ma una volta lessi che ogni scrittore – e con questa definizione intendo qualunque persona che si cimenti nella scrittura per il puro piacere di farlo – è il prodotto di tutti i libri che ha letto.
Lo siamo perché i libri tengono in allenamento la nostra fantasia, la alimentano, la stimolano, ci fanno venire voglia di creare qualcosa di nostro, di riversare su carta qualcosa di bello, che a noi per primi piaccia leggere e che ci regali le stesse emozioni che ci hanno regalato le opere degli altri, emozioni che spesso ci entrano dentro, mettono radici e tornano fuori anni dopo, facendoci provare di nuovo quegli stessi brividi mentre la penna scorre sul foglio e crea delle storie del tutto nuove sulla scia delle fondamenta gettate in noi da vecchie letture.

A quel punto il processo di creazione ci assorbe completamente, la vita sulla carta scorre parallela a quella reale, continuando a lanciarci segnali, suggerimenti, migliorie da fare anche quando non ci stiamo lavorando, quando siamo fuori casa, quando stiamo andando al lavoro o a fare la spesa. Le vite dei personaggi diventano parte di quella di chi li ha creati, e dopo il primo abbozzo di trama loro si fanno spazio nella storia, si costruiscono da sé sulla base delle esperienze vissute dal loro creatore, pur restando interrelate ad esso.

O, per lo meno, questo era quello che credevo fino a non troppo tempo fa, prima che mi ritrovassi a ricostruire da zero il mio protagonista, prima che mi venisse detto da una persona di fiducia “bello, ma il protagonista mi sta un po’ sulle palle”. Uno choc che m’ha lasciata spiazzata, ma che mi ha anche dato la spinta per rimettermici al lavoro.

Ho preso la penna e ho cominciato l’opera di distruzione e ricostruzione del mio personaggio principale.

Prima di ricevere quel feedback, per me lui andava bene così. Era così che lo avevo sentito e trasmesso su carta, così che lo vedevo. Lui era così, punto. Quel commento, però, me lo ha fatto vedere per la prima volta con gli occhi di un estraneo. Mi sono resa conto che, in effetti, stava un po’ sulle palle anche a me. Altra mazzata.

I personaggi si scrivono la trama da soli, ma solo per quel che riguarda le loro azioni e gli eventi in cui si ritrovano coinvolti, è questa la conclusione a cui sono giunta dopo aver finito di sistemare il mio. Quando si parla del loro carattere, di come sono, di chi sono, per delineare questi aspetti attingiamo direttamente da ciò che noi siamo, da come è il nostro carattere. Inconsciamente, ma lo facciamo, ed è così che un personaggio alla fine verrà fuori in un modo piuttosto che in un altro. Cambierà a seconda della nostra esperienza, della nostra età, della vita che conduciamo e degli eventi che le ruotano intorno, perciò in diversi stadi di essa lo stesso personaggio, riscritto da zero, verrà fuori in modi completamente diversi.
Che è, poi, quello che è successo col mio…

Quando sono in giro, il mio subconscio continua a cercare tra la folla i volti dei personaggi partoriti dalla mia mente. E non sono la sola, a quanto pare, come dicono qui. I più mistici non farebbero fatica a credere all’incontro assurdo da me avuto a Londra un paio d’anni fa, pochi secondi di blackout completo che mi hanno congelata sul posto e che ricordo ancora oggi fin nei minimi dettagli. Neppure stavo pensando a quel libro, camminavo tranquilla per il parco con la musica alle orecchie quando BAM!, mi incrocio con questa persona.

A volte la scrittura non è che il mezzo di cui certe storie si servono per esprimersi. Non siamo noi a sceglierle: sono loro a scegliere noi. Gli scrittori e le loro penne, reali o virtuali, non sono che gli strumenti con cui buttarle giù, dare loro voce, farle uscire dal mondo dell’intangibile per prendere vita in quello reale.

In ogni caso, ovunque stia la verità, per chi ha il privilegio di viverla resta un’esperienza stupenda.

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Libri che rileggerei ancora

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Potrei fare una lista lunga così dei titoli che negli anni sono rimasti tra i miei preferiti in assoluto, libri che rileggerei anche cento volte gustandomeli come se fosse la prima.
Alcuni sono libri pubblicati (o da me scoperti) anni dopo aver buttato giù alcune delle mie trame, libri che magari hanno lasciato degli amici lettori un po’ così, ma che per me occupano un posto particolare nella nicchia dei miei best of per motivazioni del tutto personali.

Ritrovare un nome, un luogo o una situazione che somigliano a quelli di cui ho scritto io mi porta a legarmi a quei romanzi d’altri in maniera particolare, perché è un po’ come se i protagonisti fossero imparentati coi miei, come se li conoscessi prima ancora di leggerne le vicende.

Da dove vengono, in certi casi, le nozioni che uno scrittore riversa su carta, specie quando queste si rivelano essere corrette nonostante lui non si sia previamente documentato? Quando le ha buttate giù così come sono venute, scoprendo solo in seguito che erano giuste? Sbandamento, sudore sottile, una scrollata di spalle e si va avanti: che senso ha farsi domande a cui non si può o non si riesce a dare una risposta?

Perciò niente, andiamo avanti con la lista dei libri che sento a me particolarmente vicini e che agli appassionati dei generi indicati tra parentesi consiglio vivamente. Non è la lista completa dei miei titoli preferiti (come non inserire, giusto per citarne alcuni, Tolkien, Eco, Hosseini, JK Rowling, Hemingway, King…?), ma di sicuro lo è di quelli che associo al mio cuore d’inchiostro (altra citazione):

  • sorella-lupton-copSorella, di Rosamund Lupton (anno di pubblicazione: 2010 – genere: romanzo / thriller psicologico)
    Beatrix e Tess sono due sorelle legate da un legame molto forte. Quando Tess, la più giovane delle due, sparisce improvvisamente, Bea prende il primo volo per Londra e si mette sulle sue tracce. La ricerca di Tess porterà Bea su una pista che le farà capire come, malgrado fossero molto unite, ultimamente Tess avesse affrontato da sola qualcosa più grande di lei, che Bea scoprirà essere la ragione della sua sparizione.
    “Di solito, il tempo trasforma e cambia tutto, ma quando qualcuno che ami muore, esso non può cambiarlo, non lo farà mai. Di conseguenza, il tempo cessa di avere qualunque significato.

  • un-giorno-copUn giorno, di David Nicholls (anno di pubblicazione: 2009 – genere: romanzo)
    Emma e Dexter si incontrano la sera della loro cerimonia di laurea, il 15 luglio. Da quel giorno e per oltre vent’anni resteranno in contatto, divenendo inseparabili, amici, confidenti, complici malgrado gli alti e bassi della vita, malgrado le strade diverse da loro imboccate, i sogni infranti, la crisi dei 30 e poi quella dei 40. Di anno in anno, ogni 15 di luglio, per vent’anni.
    “Lei ti ha reso una persona migliore, Dexter. E tu, in cambio, l’hai resa felice, tanto felice… e io te ne sono riconoscente!”

  • scrivimi-ancora-copScrivimi ancora, di Cecilia Ahern (anno di pubblicazione: 2005 – genere: romanzo sentimentale)
    Alex e Rosie sono amici sin dai tempi delle scuole elementari. Abitano lungo la stessa via, frequentano le stesse scuole, gli stessi amici. Vivono in funzione l’uno dell’altra, ma sono soltanto amici. La loro storia e quella delle persone che hanno intorno ci viene presentata attraverso i biglietti, gli SMS, le email e i dialoghi delle chat che si scrivono negli anni, anni in cui continueranno ad inseguirsi senza saperlo e a vivere lontani.
    “La nostra vita è regolata dal tempo. I nostri giorni sono misurati in ore, il nostro stipendio è calcolato in base a quelle ore, il nostro sapere valutato in anni. Rubiamo pochi minuti della nostra frenetica giornata per goderci una pausa per il caffè. Poi torniamo velocemente alla scrivania, consultiamo l’orologio, viviamo di appuntamenti. Ma alla fine il tempo passa, e nel fondo del tuo cuore ti domandi se quei secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni e decenni siano stati spesi nel miglior modo possibile.”

  • ricordati-di-me-copRicordati di me, di Christopher Pike (anno di pubblicazione: 1989 – genere: thriller / giallo paranormale)
    Durante una festa a casa di amici, Shari Cooper vola giù da un balcone e muore. Nessuno vuole credere che si sia trattato di un suicidio, ma è questa la conclusione a cui, lentamente, sta arrivando la polizia. Shari, rimasta sulla Terra come fantasma, inizia a cercare il suo assassino. Trovata la persona che l’ha scaraventata giù dal parapetto, Shari deve fare i conti con la scoperta che si cela dietro il motivo della sua morte, una scoperta che scuoterà le fondamenta stesse dei suoi affetti personali.
    “Io non voglio essere dimenticata. Voglio che tutti si ricordino di me.”

  • corona-argento-copLa corona d’argento, di Robert C. O’Brien (anno di pubblicazione: 1968 – genere: fantasy / fantascienza)
    Il giorno del suo decimo compleanno Ellen riceve in regalo una corona d’argento fatta di una strana stoffa finemente lavorata. Nel giro di pochi giorni Ellen finisce in una fortezza costruita nel mezzo delle montagne in cui è nascosta una strana macchina capace di controllare la mente delle persone. La corona di Ellen si rivelera’ indispensabile al fine di utilizzare la macchina nella maniera ideata da chi l’ha progettata.
    “Era, pensò Ellen, come un pettine che passava dolcemente nel suo cervello, riaggiustandole i pensieri e sciogliendole i nodi.”

  • marmalade-boyMarmalade Boy, di Wataru Yoshizumi (anno di pubblicazione: 1992-1996 – genere: manga) Yuu e Miki sono fratelli acquisiti che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto dopo che i rispettivi genitori si sono risposati tra loro, in uno scambio di partner. Tra i due adolescenti, che in seguito al trasferimento di Yuu nel quartiere in cui Miki viveva già prima si ritrovano a frequentare anche la stessa scuola, è antipatia a prima vista. Solo il tempo e una serie di vicende e di scoperte più grandi di loro li porterà ad avvicinarsi, travolgendo col loro legame le vite delle persone che hanno intorno – famiglia e migliori amici compresi. “Per la verità la persona di cui sono innamorata sei tu,ancora adesso. Mi sono rassegnata, ho smesso di piangere e di deprimermi, però purtroppo non ho una bacchetta magica che faccia sparire dal mio cuore l’affetto che provo per te. Capisco che il mio è destinato a rimanere un amore non corrisposto,e naturalmente questo è molto doloroso, ma d’altra parte il fatto stesso di essere innamorata di qualcuno mi rende felice. Ho provato molte volte a reprimere i miei sentimenti e ho scoperto a mie spese che è inutile, perciò ti prego: permettimi di essere innamorata di te.”

 

Buona lettura!

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